Clint Eastwood's Real-Life Heroes - and an Italian Affair

by Armando Gallo March 13, 2018
lek Skarlatos, Anthony Sadler and Spencer Stone attend the premiere of 'The 15:17 to Paris'

Alek Skarlatos, Anthony Sadler and Spencer Stone - stars and real-life heroes -attend the premiere of The 15:17 to Paris in Los Angeles.

getty images/Axelle/Bauer-Griffin/FilmMagic

The Italian box office is still in love with Clint Eastwood, who picked up a generous 4 million dollars with his latest film, The 15:17 to Paris. Italy kickstarted Eastwood career in the mid-‘60s with Sergio Leone’s A Fistful of Dollars and now Italy alone gave Eastwood 25% of the overseas box office - $ 15.4 million- of his ‘slow’ train to Paris.

Alla fine dell’agosto 2015, la storia e le foto dei tre giovani americani che sventarono l’attacco di un terrorista  su un treno, in Francia, fece il giro del mondo. Il presidente François Hollande li decorò con la Legion d’Onore per il valore e il coraggio dimostrati nell’affrontare il terrorista e nel consegnarlo alla polizia alla stazione di Lille, legato come un salame. 

All’epoca si disse che i tre eroi erano marines in vacanza in Europa, quindi persone preparate a sventare attacchi del genere. Ma Clint Eastwood s’incuriosì e iniziò a indagare su di loro. Venne fuori una storia così affascinante che decise di farne un film. Non solo sulla pazzesca impresa del treno, «ma anche sulla sorprendente amicizia che lega questi bravi ragazzi californiani», ha detto Clint. E poi ha gettato sul tavolo la proposta all’eroico terzetto: «Voglio voi come interpreti di voi stessi!». Hanno accettato subito. 

Incontriamo Anthony Sadler, Spencer Stone e Alek Skarlatos in una suite del Four Season di Beverly. «Veniamo dalla periferia di Sacramento», racconta Spencer, il biondo che si scagliò per primo contro il terrorista pronto a sparare. «Non ero mai uscito dalla California prima di arruolarmi, e quando ho saputo che Alek stava andando in Germania per incontrare un’amica ho pensato subito di ritrovarci tutti e tre in Europa e celebrare la nostra…».

«… La nostra amicizia!», finisce la frase Alek. I due si conoscono da quando avevano 5 anni: erano vicini di casa, «e lo siamo ancora», precisa Spencer.

E Anthony dove l’avete conosciuto? 

A scuola, nell’ufficio del preside», interviene Anthony. «Avevamo 12 anni e lui ci intimò di non frequentarci, temeva che insieme combinassimo guai. Ovviamente, siamo diventati subito amici.

Avete accettato subito la proposta di recitare nel film?

Spencer: Tra 20 anni, quando racconterai che Clint Eastwood ti ha offerto una parte, vuoi raccontare che non l’hai voluta?.

Alek: Abbiamo detto sì. Ci ha risposto: “Fate le valigie, iniziamo le riprese tra tre settimane”. Lì abbiamo iniziato a tremare.

Anthony: Ma era talmente sicuro di questo film, che era più facile avere fiducia in lui, che rifiutare per paura.

Cosa vi ha sorpresi di Eastwood?

Spencer: Ci ha fatto notare che la dinamica di come avevamo sopraffatto il terrorista era chiaramente dettata dall’amicizia che ci legava.

Clint Eastwood on set in Paris for 'The 15:17 to Paris"

Clint Eastwood sul set di Parigi per The 15:17 to Paris.

PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images

 

Com’è andata ineffetti?

Alek: Quando Spencer è partito all’arrembaggio contro quell’uomo siamo corsi anche noi per aiutarlo. 

Spencer: Mi ero accorto che l’arma del tizio (un mitra AK-47, ndr) si era inceppata».

Anthony: Ho visto Spencer che gli si scagliava addosso. 

Spencer: Lo tenevo per il collo, ma se fossi stato da solo mi avrebbe ucciso. Invece Alek gli ha tolto la pistola e l’AK-47 e ha iniziato a colpirlo assieme a Anthony. 

Anthony: Siamo partiti per difendere Spencer dall’uomo armato. La molla è stata la nostra amicizia, non so quanto c’entri il coraggio.

E adesso siete degli eroi con tanto di medaglia. Sapevate che cos’era la Légion d’Honneur?

Siamo andati su Google per scoprirlo (ridono, ndr). Siamo passati dagli ostelli senza aria condizionata al palazzo dell’Eliseo con il presidente Hollande. È stata un’esperienza straordinaria. 

Come è stato rivivere l’esperienza del treno per girare il film?

Anthony: Noi tre amici che riempiamo di botte un terrorista pronto a fare una carneficina… È stato forse il giorno più importante della nostra vita. 

Spencer: E farlo una seconda volta sotto la regia di Clint Eastwood è stato magnifico.

Alek:  Clint è riuscito a radunare anche tutti gli altri passeggeri del treno. Anche Mark Moogalian, che aveva preso una pallottola dal terrorista e persino gli stessi medici e poliziotti che sono poi saliti alla stazione di Arras.

Alek Skarlatos, Anthony Sadler and Spencer Stone, from 15:17 to Paris

(In alto, da sinistra) Anthony Sadler, Spencer Stone e Alek Skarlatos a Los Angeles e (in basso) in una scena da 15:17 a Parigi.

hfpa/armando gallo/warner bros./malpaso

Un’esperienza indimenticabile.

Spencer: Siamo tutti e tre credenti. Andiamo in chiesa la domenica e ci piace pensare con rispetto che siamo stati protagonisti di un qualcosa di veramente potente, al di sopra di noi.  Dio era con noi quel pomeriggio, uno di quei momenti benedetti quando il bene sconfigge il male.

Da allora, le loro vite sono cambiate: Alek e Spencer si sono congedati, Anthony si è laureato in medicina sportiva. E tutti e tre frequentano corsi di recitazione. Dopo la Legion d’Onore, puntano alla Walk of Fame.