È ancora Narcos: Gli ultimi anni da Re decaduto di Pablo Escobar

by Silvia Bizio July 13, 2016
HBO series "Narcos"

HBO

Quando la Netflix ha lanciato  la prima stagione di Narcos nessuno avrebbe pensato a un tale successo. La serie televisiva segue la vera storia della crescita ed espansione del cartello di Medellin e in particolare l’ascesa al potere del narcotraffico di Pablo Escobar (interpretato dall’attore brasiliano Wagner Moura) e del suo incessante inseguimento da parte di due agenti della DEA (Boyd Holbrook di Gone Girl e Pedro Pascal di Game of Thrones) con  conflitti brutali e sanguinosi. 

Narcos, candidato lo scorso gennaio a due Golden Globe (miglior serie drammatica e Moura miglior attore protagonista), torna sul servizio streaming il 2 settembre con la seconda stagione, anche questa articolata in  10 episodi: continua l'esplorazione delle forze  legali, politiche, di polizia, militari e civili che si scontrano brutalmente  nello sforzo di controllare una delle merci  di maggior valore al mondo, la cocaina.

Mentre la prima stagione copre dieci anni della vita di Escobar, la seconda stagione  riprende da dove era finita la prima, dalla fuga di Escobar dalla  prigione di Envigada  fino alla sua morte, nel corso di una sparatoria il 2 dicembre 1993 nella sua Medellin. La Netflix non ha confermato una terza stagione, ma e’ trapelato che se ci sara’  affrontera’ la figura di un altro notorio narcotrafficante,  stile "serie  antologica" alla American Horror Story

“Nella seconda stagione Escobar e’ in fuga dalla polizia e la storia si concentra sui suoi sforzi per proteggere la sua famiglia,” spiega Wagner Moura. “Escobar e' un re caduto dal trono,  la situazione si e’  rovesciata e la polizia  appare quasi diventare 'il cattivo' di turno,  perche’ anche se e’ la famiglia di un terribile criminale noi spettatori la viviamo come una famiglia che cerca di sopravvivere e rimanere unita.”

Aggiunge il produttore esecutivo Eric Newman. “Non c’e’ dubbio che per quanto amiamo vedere Wagner Moura recitare questo personaggio, Pablo Escobar e’ e rimane un assassino e un criminale, ed e’ molto importante per noi ricordare che la serie non intende assolutamente glorificare un brutale e megalomane  narcotrafficante. Credo piuttosto che il fascino del nostro progetto sia la capacita' analitica del personaggio centrale  e il rispetto  delle varie prospettive. Certo, ci sono delle zone grigie e non c’e’ niente di male in questo. Ci sono momenti in cui Escobar e’ un mostro e altri in cui appare semplicemente umano, e la  linea di demarcazione che divide il bene dal male diventa sempre piu’ vaga. Nel terzo episodio c’e’ una battuta in cui si dice che non ci sarebbe un Pablo Escobar se non fosse per il consumo smodato di cocaina in USA.  L'eliminazione di  Escobar ha fatto molto poco per rallentare la produzione e il commercio internazionale di cocaina.”  

Moura, brasiliano, ha imparato lo spagnolo per recitare in Narcos, che alterna inglese e spagnolo: “Io sono un latino-americano e ho sempre cercato di avere un grande rispetto nei confronti della storia della Colombia e di quello che e’ veramente successo laggiu’," dice l'attore.  "Non ho mai pensato a Pablo Escobar come a un moderno Robin Hood, ma non posso biasimare chi a Medellin lo considera come tale. Perche’ non solo Pablo, ma altri  trafficanti di droga in paesi sudamericani occupano lo spazio che dovrebbe venir occupato dallo stato. Vivi in una zona povera dove non hai scuole ne’ ospedali ne’ libri, dove non hai un posto dove i tuoi figli possono giocare, e l’unica rappresentazione dello Stato per la gente e' la  polizia, spesso troppo corrotta e violenta, soprattuto con i poveri.  Non mi sento di criticare  coloro che provano una sorta di gratitudine  nei confronti di qualcuno che arriva e gli da’ una casa. Anche io ringrazierei."