L’ amica geniale su HBO

by Elisa Leonelli April 9, 2020
A scene from "My Brilliant Friend", season 2, 2020

eduardo castaldo/hbo

I romanzi del Quartetto Napoletano scritti da Elena Ferrante dal 2011 al 2014 erano già stati tradotti in inglese e diventati dei bestseller in America.  La prima stagione dell’adattamento televisivo co-prodotto dalla RAI e dalla HBO, L’amica geniale (My Brilliant Friend), era andata in onda nel novembre e dicembre del 2018.  Arriva quest’anno la seconda stagione, Storia del nuovo cognome (The Story of a New Name), trasmessa in Italia dal 10 febbraio al 2 marzo e negli Stati uniti su HBO dal 16 marzo al 4 maggio, nelle lingue originali, Italiano e dialetto napoletano, con sottotitoli.

La avvincente storia di due bambine, Lila e Lenù, che crescono insieme in quartiere povero di Napoli negli anni 50 e diventano amiche passando dall’infanzia alla adolescenza, continua nel secondo libro, quando Raffaella Cerullo (Gaia Gerace), dopo aver sposato Stefano Carracci (Giovanni Amura), padrone di una salumeria, assume il cognome del marito.  Elena Greco (Margherita Mazzucco) finisce il liceo e ottiene una borsa di studio per studiare Lettere alla Scuola Normale di Pisa.

Questi romanzi presentano una feroce critica del maschilismo di padri e mariti, che tiene le donne sottomesse fino al punto della violenza, e una consapevole attenzione al conflitto di classe fra i lavoratori, come il meccanico Antonio Cappuccio (Christian Giroso), l’innamorato di Elena che lo accetta, e i padroni del bar-pasticceria, come Marcello Solara (Elvis Esposito), ossessionato da Lila, che lo rifiuta. Affermano anche l’importanza di altre donne, come la Maestra Oliviero (Dora Romano), che aiuta le due bambine alle elementari, la professoressa Galiani (Clotilde Sabatino), che incoraggia Elena al liceo, e Immacolata (Anna Rita Vitolo), la mamma di Elena, che prende il treno da sola da Napoli a Pisa per portare un brodo fatto in casa alla figlia malata di influenza.

il regista-sceneggiatore Saverio Costanzo ha affermato di essersi ispirato ai film del neorealismo italiano di Roberto Rossellini per la prima stagione ambientata negli anni 50, mentre per questa seconda parte, ambientata negli anni 60, i rierimenti sono stati piuttosto registi della Nouvelle Vague francese come Jean-Luc Godard, Eric Rohmer e Francois Truffaut.

La voce di Elena, che racconta la storia da adulta, è dell’attrice Alba Rohrwacher, la cui sorella Alice Rohrwacher ha firmato la regia di due episodi “più anarchici” ambientati a Ischia. In queste scene di vacanze estive al mare, quando Lila si  innamora di Nino Serratore (Francesco Serpico), senza sapere che Elena lo amava fin dall’infanzia, sentiamo sulla colonna sonora la canzone di Gino Paoli “Vivere ancora,” molto popolare a quei tempi.

I giornalisti della Hollywood Foreign Press hanno intervistato le due giovani attrici via video da Napoli, e il regista da Roma. 

Margherita Mazzucco, 17 anni (nata il 26 settembre 2002) ci ha detto: “La mentalità della donne e della società dell’epoca era completamente diversa da adesso, perciò ci siamo dovute informare, abbiamo visto dei film per vedere come si comportavano le donne, come si muovevano. A quei tempi dovevi vestirti e parlare in un certo modo, un modo un po’ più composto. Io penso che Elena sia una persona molto disciplinata e molto seria, a volte è impulsiva, invece a volte pensa veramente tanto prima di agire, e appunto per questo compie delle scelte che nessuno si aspettava.”

“È brutto vedere un talento multiforme come Lila sprecarsi e andare piano piano estinguendosi,” ha affermato Gaia Girace, 16 anni (nata il 21 ottobre 2003), “però alla fine lei non perde mai la voglia di imparare, di dimostrare ciò che sa fare, di essere felice.  Sapendo fare tutto, ha passione verso tutto, e sta bene in tutte le condizioni, si adatta e basta.  Per interpretare Lila ho dovuto lottare per il mio personaggio, perché io ero sicura di sapere chi fosse lei, però non tutti conoscevano Lila.  È difficile comprenderla, essendo così complessa.  Quindi dovevo dimostrare a tanti che in realtà Lila non è solo quella cattiva, quella folle, ma Lila è tutto, è fragile, insoddisfatta, autocritica, fiera. Sono molto fiera da napoletana che la nostra storia abbia conquistato l’America e tanti altri paesi.”

Saverio Costanzo ha confermato che sta scrivendo la sceneggiatura delle altre due stagioni, Storia di chi fugge e di chi resta (Those Who Leave and Those Who Stay) e Storia della bambina perduta (The Story of the Lost Child), ma il contratto per finalizzare la produzione non è stato ancora firmato.